Se hai già annotato le tue domande in LectureQ, adesso è il momento di cercare le risposte. Oggi quasi tutte arrivano da una conversazione con un’IA. Il problema è che con la stessa domanda, ognuno ne ricava qualcosa di diverso. Questa guida segue il flusso di LectureQ (domanda → risposta → cosa ho imparato) e raccoglie ciò che fa la differenza.
La competenza che questa guida vuole allenare, in una riga:
Trasformare le tue domande, insieme all’IA, in ‘conoscenza verificata’.
Non si tratta di saper ricevere risposte, ma di saperle mettere in dubbio e farle tue.
Una domanda, una conversazione. Se metti più domande nella stessa conversazione, le risposte si mescolano e poi è impossibile riordinarle.
Una domanda scritta di fretta a lezione di solito è vaga, e a una domanda vaga arriva una risposta vaga. Non chiedere subito la risposta: prima riscrivi la domanda.
Ecco una domanda che ho scritto di fretta a lezione. È ancora poco chiara.
"{la domanda così come l’hai scritta in LectureQ}"
Riscrivila come 3 domande a cui si possa rispondere.
Per ognuna aggiungi una riga su cosa sarò in grado di fare conoscendo la risposta.
Non rispondere ancora: mostrami solo le domande riscritte.
▸ Quando trovi una versione che ti convince, sostituisci con quella il testo della domanda in LectureQ. È un investimento per il te stesso di domani.
L’IA non sa fin dove arrivi tu. Basta aggiungere da dove nasce la domanda / il tuo livello attuale / la forma di risposta che vuoi e la qualità della risposta cambia del tutto. E tutti e tre sono già scritti nell’app.
[La mia domanda]
{la domanda riformulata}
[Contesto]
- Da dove nasce: {nome della lezione} / {appunti del blocco orario di quel momento}
- Cosa so adesso: {«A che punto sono ora» nello stato di apprendimento}
- Dove voglio arrivare: {«Come voglio essere alla fine» nello stato di apprendimento}
[Risposta che cerco]
1) La risposta chiave in 3-5 righe
2) Un paragrafo che spieghi il perché
3) 1 o 2 punti su cui probabilmente sbaglio
4) L’esempio o l’esperimento più piccolo che posso verificare da solo
Distingui chiaramente ciò che è certo da ciò che è un’ipotesi. Se non sai qualcosa, dillo.
▸ Dove trovare il contesto: nella barra degli strumenti, Vista → Stato di apprendimento, e gli appunti del blocco orario in cui si trova la domanda.
Una risposta convincente non è una risposta verificata. Va messa in discussione almeno una volta.
Qual è la parte di questa risposta che ha più probabilità di essere sbagliata? - Le premesse che devono essere vere perché la risposta regga - La posizione opposta, o i casi in cui questa risposta non funziona - Cosa dovrei consultare per verificarlo su una fonte primaria? (nomi di documentazione ufficiale, specifiche o testi originali)
Versioni, numeri, nomi di API o anni sono informazioni che, più sono precise, meno si nota quando sono sbagliate: verificale sempre sulla fonte originale.
Una buona risposta fa sempre emergere qualcosa di nuovo che non sai. Quella è la domanda successiva: in questa app, una domanda di approfondimento.
Da questa conversazione, ricavami 3 domande su ciò che ancora non so e dovrei sapere. Niente spiegazioni, solo le domande. Brevi e concrete.
▸ Se incolli queste domande così come sono nel campo ‘Nuova domanda di approfondimento’ nel dettaglio della domanda, restano agganciate alla domanda originale, e nel Grafo vedi come si è ramificata la tua comprensione.
Se copi e incolli la risposta dell’IA, ti resta la traccia ma non la conoscenza. Nel campo Risposta scrivi con parole tue e fai valutare quel testo.
Provo a scrivere con parole mie quello che ho capito.
"{il riassunto che ho scritto io}"
Indicami cosa è sbagliato, cosa manca e cosa è esagerato.
Invece di un voto, mostrami il testo corretto.
▸ Segna come Risolta + Cosa ho imparato (★) solo ciò che ha superato tutti questi passi. L’elenco «Cosa ho imparato» in Vista → Riepilogo ha valore solo se raccoglie ciò che hai filtrato così.
Ecco i 5 passi espressi come competenze. Inizia ad allenarti dalla riga in cui ti senti più debole.
| Cosa imparare | Cosa saprai fare | Cosa conoscere / parole chiave |
|---|---|---|
| Riformulare la domanda | Trasformare un appunto vago in 3 domande a cui si può rispondere | Cosa rende buona una domanda, domande con e senza risposta possibile, definizione del problema (problem framing) |
| Dare contesto | Chiedere indicando il contesto, il tuo livello e il formato di risposta desiderato | Strutturare i prompt, indicare ruolo, contesto e formato di output, progettazione del contesto |
| Verificare la risposta | Distinguere i fatti chiedendo premesse, controesempi e fonti primarie | Allucinazioni (hallucination), prove e fonti, falsificazione (falsification), bias di conferma |
| Far emergere ciò che non sai | Ricavare nuove domande da una risposta e salvarle come domande di approfondimento | Metacognizione, lacune di conoscenza (knowledge gap), albero delle domande |
| Consolidare ciò che hai imparato | Riscriverlo con parole tue, farlo valutare e fissarlo in ‘Cosa ho imparato’ | Tecnica di Feynman, pratica di richiamo (retrieval practice), ripetizione dilazionata (spaced repetition) |
Se salvi in Markdown una conversazione con l’IA, l’app la trasforma in un albero di domande (nella barra degli strumenti, menu delle lezioni → Importa da Markdown…).
# Questa riga diventa il titolo della lezione ## Argomento (qui la prima domanda è quella originale, le successive diventano approfondimenti) **Io** — Qui va la domanda che ho fatto **IA** — Qui va la risposta che ho ricevuto (anche su più righe, vanno bene pure i blocchi di codice)
Dopo l’importazione, ogni domanda ha già la sua risposta ed è segnata come risolta. Poi, nel Riepilogo, lascia con la ★ solo ciò che hai davvero imparato e usa ‘Escludi’ per il resto: così un’intera conversazione diventa il tuo elenco di cose imparate.
Non chiedere risposte all’IA: usala come qualcuno che mette alla prova le tue domande. Le domande le fai tu, i dubbi li sollevi tu e anche l’ultima frase la scrivi tu. LectureQ è il posto dove resta traccia di questo percorso.